Campo Centro

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Cenni  storici sulla Parrocchia  S. Maria Maddalena

Questi cenni storici vengono ricavati da una ricerca fatta dall’Architetto Cosimo Bevacqua in occasione degli ultimi lavori della chiesa “Santa Maria Maddalena”di Campo Calabro.

Le prime notizie storiche sulla  chiesa di Campo Calabro  risalgono al 1630 circa. All’epoca il paese si chiamava Campo della Maddalena.  Nel 1692, Mons. Ibanez, nella visita pastorale, avendo trovato vicino alla chiesetta un buon numero di abitazioni, ordina all’arciprete di Fiumara di mantenere ivi un cappellano per  l’amministrazione dei sacramenti.  In effetti esisteva una chiesetta patronale, che era un semplice beneficio della famiglia Polimeni, passato poi agli Aragona “ ed era compresa nell’arcipretura di Fiumara.

Nel 1701, venne eretta la parrocchia di Campo e fu distaccata da Fiumara. Si dice che Mons. Ibanez diede il titolo di Santa Maria Maddalena, mutuandolo dal nome di Campo della Maddalena. Sotto la giurisdizione  della nuova parrocchia di Campo, cadevano quelle di Piale, Cannitello, Pezzo,Fossa di San Giovanni, (Villa) e Acciarello.

Il sito della chiesa era  l’attuale Piazza Vittorio Emanuele III,  con la porta d’ingresso rivolta non verso Gerusalemme( secondo una antica consuetudine), ma dalla parte opposta, in direzione di Via Calvario Non si è certi se essa risalisse al 1701 o sia stata costruita, sempre sullo stesso sito, in epoca successiva, probabilmente dopo il sisma del   1783,  ma sicuramente risale almeno al 1818,  come risulta dalla campana che si trova nell’attuale chiesa e che rappresenta una importante testimonianza di “reperto” rimastoci dall’antica chiesa.  L’antica statua lignea di S. Antonio di Padova è un altro reperto sopravvissuto al vero e proprio saccheggio che si scatenò dopo il sisma.  Oggi anche questa scultura, d’artista ignoto, è esposta al culto dei fedeli  nell’attuale chiesa di S. Maria Maddalena; in realtà,  studi fatti attribuiscono l’opera addirittura al  600.

Dopo il sisma del 1908  fu costruita, in via provvisoria,  una chiesa;  era una delle tante chiese sorte nel versante calabrese dello Stretto di Messina per opera della Commissione Pontificia e affidate per la costruzione alla ditta inglese Mac Mhanus, sotto la direzione di Mons. Cottafavi, del conte Zilieri  e di don Giuseppe Zumbo, rappresentante dell’Arcidiocesi  e segretario del Delegato Apostolico.

Nel periodo storico della ricostruzione del terremoto del 1908, nel 1922  fu avviata la costruzione dell’attuale chiesa, nella quale prestarono una valida opera:

l’artista Domenico Mazzullo,  pittore , che in quel periodo si trovava a Campo, ospite presso parenti, il quale dipinse nel 1935  una immagine ad olio su tela  di Santa Maria Maddalena penitente, collocata sopra l’altare maggiore (abbattuto nel restauro della chiesa  avvenuto nei primi anni ottanta).

Il dipinto, oggi restaurato dalla figlia dello stesso autore,, a completamento dell’intervento edilizio, è stato collocato in uno spazio adeguato, a visione dei fedeli e a testimonianza  del vecchio altare di gesso, di stile “baroccheggiante”, demolito negli anni ottanta e sostituito dal mosaico esistente raffigurante l’incontro della Maddalena col Cristo risorto.

A testimonianza dell’antica chiesa  andata distrutta nel terremoto del 1908, due testimonianze delle campane:

Nella prima, la più piccola , in bassorilievo si legge:

“SIGROR D. VICENZO RANIERI SINDACO

SIGNORER D. GIUSEPPE M. ARENA DEPUTATO

SIGNORE D. CUSMANO CARNEVALE DEPUTATO

AD FUTURUM REI MEMORIAIAM

OPUS SEBASTIANI COSTANTINO

ANNO DOMINI 18182”

Nella seconda campana si legge:

“ABLATUM  TEMPORE BELLI A.D.MCMXL

RESTITUTUM PUBLICO SUMPTU A.D.MCMLII”

“PESTEM FUGO FESTA DECORO”

HONOREM DEO ET PATRIA LIBERATIONEM”

“STROZI  TRANIUM ” 638

Che sarebbe: “Portata via in tempo di guerra nell’anno del  Signore 1940. Restituita al pubblico possesso nell’anno del Signore 1952”;  Evito la peste, abbellisco le feste  onore a Dio e liberazione per la patria”. Infine il nome della fabbrica di Trani   e il numero progressivo di fusione.

Altri elementi appartenenti agli arredi sacri della vecchia chiesa distrutta dal terremoto, arricchiscono il patrimonio della vecchia chiesa di Santa Maria Maddalena,  come piccoli arredi, candelabri in ottone ed altra oggettistica appartenente  all’antica Congrega di S. Antonio.